giovedì 30 novembre 2017

Robert Leroy Johnson: una diabolica leggenda musicale

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Robert Leroy Johnson è il primo nome che appare nel lungo elenco del Club 27, un primato che, forse per una tragica coincidenza, si presenta come l’unico inizio possibile per una storia fatta di misteri, oscuri presagi e sinistre fatalità. Il cantautore e chitarrista statunitense, infatti, non è soltanto una vera e propria leggenda del blues, oltre che uno dei musicisti più influenti vissuti nel XX secolo, ma è anche colui che più di ogni altro possiede una biografia del tutto oscura, priva quasi di documentazione, che è accompagnato da tetre e paurose leggende e che è morto in circostanze altrettanto oscure e terribili. Tutti ricordano di lui la grande abilità nel suonare la chitarra, le sue doti di improvvisazione, le famose registrazioni che effettuò tra il 1936 e il 1937 e che divennero poi le basi dalle quali partirono artisti come Bob Dylan, i Rolling Stones, Jimi Hendrix, Eric Clapton e gli stessi Led Zeppelin; ma cosa sappiamo esattamente di Robert Leroy Johnson? Nato l’8 maggio del 1911 ad Hazlehurst (Mississippi), si appassionò alla musica fin da bambino; inizialmente si dedicò all’armonica a bocca imparando dal fratello maggiore, quindi passò alla chitarra. Dopo aver soggiornato a Memphis, ed essersi sposato con Virginia Travis nel 1929, si trasferisce a Robinsonville, ma il destino non gli riserva vita facile. L’anno dopo il matrimonio la moglie muore nel dare alla luce il figlio; Johnson non regge al dolore, sconvolto dall’accaduto inizia a vagare senza meta per le città del Mississippi, cerca conforto in molteplici e fugaci relazioni, cade vittima dell’alcool. Nel 1931, l’incontro con Calletta Craft sembra destinato a mettere ordine nella sua vita; si sposa nuovamente trasferendosi nel villaggio di Copiah County, ma la passione per la musica si fa sempre più prepotente, e anche questo matrimonio si concluderà con un abbandono, un ennesimo tiro beffardo del destino che porterà Johnson ad abbandonare la moglie così come fece suo padre. Morirà a Greenwood, nel Mississippi, il 16 agosto 1938, a soli 27 anni; ma per quale motivo Johnson viene considerato la prima vittima del Club 27? Tutto nasce da una leggenda, ancora oggi ricordata in quei luoghi, secondo la quale il bluesman strinse un patto con il Diavolo, accettando di cedere la sua anima in cambio del dono di riuscire a suonare la chitarra come nessun altro al mondo avrebbe mai fatto dopo di lui. I fatti che alimentarono nel tempo questo macabro racconto sono essenzialmente quattro: Una incredibile tecnica chitarristica, tutta basata sul “Fingerpicking”, che ancora oggi viene menzionata e ricordata come la massima espressione del delta blues Le indescrivibili sensazioni evocate dalla sua voce e dalla sua chitarra Il contenuto dei suoi testi, spesso improvvisati e dai toni espressamente sinistri Le storie narrate nei testi, affollate da demoni e alcune volte con espliciti riferimenti al suo patto con il demonio A questi quattro punti bisogna poi aggiungere i tanti racconti fatti da vari musicisti, persone che lo conobbero personalmente e che, concordemente ricordano quanto inizialmente Johnson si dimostrasse goffo nel suonare la chitarra; allo stesso modo, gli stessi testimoni, ricordano che dopo la morte della moglie e la sua fuga nel tentativo di superare il trauma, riapparve a circa un anno di distanza dal tragico evento e dimostrò una abilità chitarristica tale da lasciare tutti stupiti. L’unica notizia certa, ma non troppo, riguardante l’anno in questione, è quella che narra dell’incontro di Johnson con Ike Zinneman, un bluesman altrettanto misterioso, il quale gli avrebbe fatto da maestro; in merito a queste incontro la documentazione è abbastanza lacunosa e con pochi riscontri, l’unica notizia certa è che Johnson aveva la strana abitudine di suonare tra le tombe dei cimiteri, una pratica che certo alimentò la sua sinistra leggenda. Altre leggende, infine, ricordano come Johnson fosse in grado di ripetere, nota per nota, qualsiasi melodia gli si facesse ascoltare anche per una sola volta, in qualsiasi luogo si trovasse e anche se porvi particolare attenzione; anche questa una delle tante stori che circolano ancora su questo misterioso musicista, così come tante sono le versioni in merito alla sua morte. Si trattò di un vero mistero; molti giurarono sul fatto che fosse stato pugnalato, altri si dissero assolutamente convinti che fosse stato usato del veleno per ucciderlo, altri ancora dissero che morì in ginocchio, durante un rito di magia nera. L’unica cosa certa è che Johnson morì a 27 anni, il 16 agosto del 1938, a Greenwood, nel Mississippi, ma nessuno conosce le ragioni del suo decesso. Continua a leggere...

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